Friday, July 21, 2006

Arianna

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da "il cittadino" del 20 luglio 2007

Due anni fa i primi sintomi del tumore che martedì ha spento la bimba a 10 anni
Codogno piange la dolce Arianna uccisa da un male più grande di lei
Il dolore, straziante, di una famiglia. Ma anche quello di una città intera. Perché quando si muore a dieci anni, strappati alla vita da un tumore che non vuole lasciare tregua, il lutto non può che diventare collettivo, lo sgomento non può che essere di tutti. Codogno piange la scomparsa di Arianna Binaschi, dieci anni, deceduta martedì mattina nell’ospedale di Brescia, dove domenica era stata trasportata d’urgenza dall’elicottero del 118, arrivato da Ponte di Legno dove la bambina stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza assieme ai genitori, la mamma Terry e il papà Gigi. Arianna a Brescia è arrivata già in coma e da quel sonno, nonostante l’estremo tentativo di un’ultima operazione, non si è più risvegliata. E questo a dispetto di Arianna, che era tutto tranne che una bambina inattiva. Dolce e sempre sorridente, dalla grande voglia di vivere, sensibile e di grande forza d’animo: Arianna viene ricordata così dai suoi cari e da chi l’ha conosciuta di persona. Il male che ne ha minato il fisico ha fatto la sua comparsa nell’estate di due anni fa, con i primi sintomi di malessere. La risonanza magnetica, la prima delle tante, non ha lasciato dubbi: tumore al cervelletto. Ecco così la prima operazione a Milano il 25 agosto 2004, i successivi cicli di chemioterapia e radioterapia terminati nel marzo 2005. Quindi ancora risonanze magnetiche, stavolta però con esito di speranza: il male sembrava essere regredito, la bambina aveva ripreso a vivere la sua esistenza, tra gli affetti familiari, le amicizie, la scuola che frequentava all’istituto Tondini di via Pietrasanta. Lo scorso dicembre, però, il sorgere di alcuni dolori sospetti al braccio è stato il primo segnale di una situazione che si apprestava a precipitare. I nuovi controlli hanno infatti evidenziato l’avanzare del tumore, infiltratosi nel midollo spinale della bambina. Arianna dall’inizio dell’anno è così stata costretta su una carrozzina, per mesi passati tra cicli di chemioterapia e di riabilitazione. «Stava recuperando, non camminava ancora ma aveva riacquistato parte dei suoi movimenti - così ieri il papà Gigi, composto nel suo dolore - . Eravamo consapevoli della gravità della situazione ma nessuno si aspettava un peggioramento così improvviso. Arianna? Una bambina attiva, sempre sorridente: questa l’immagine che conserverò nel cuore». Insegnante della quinta classe elementare dell’istituto Tondini, suor Vincenzina conferma il carattere forte di Arianna: «Ha affrontato la sua malattia con grande forza d’animo - così ieri la religiosa, maestra di Arianna -. Nei primi tre mesi di scuola 2005, la ricordo con grande voglia di fare e di vivere». L’istituto ha voluto ricordare Arianna con manifesti funebri di cordoglio, a nome dei compagni, degli insegnanti, dei genitori e delle suore. I funerali si svolgeranno questa mattina alle 10 in parrocchiale, con il feretro che partirà dalla abitazione di via Italo Svevo.
Luisa Luccini

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da "il cittadino" del 21 luglio 2007

Commossa cerimonia di addio alla piccola di dieci anni strappata alla vita da un male incurabile
La città abbraccia la sua Arianna
Il parroco: «Ora gioca e sorride con Dio in Paradiso»

Rose bianche strette tra le mani di bambini in cammino a fianco della piccola bara. E una scritta, “Ciao Arianna”, ben visibile su una piccola corona di margherite bianche e rosa appoggiata sul retro del carro funebre, seguito dai genitori e da una folla commossa, tanti bambini, tante mamme e tanti papà dagli occhi gonfi di pianto. L’ultimo viaggio della piccola Arianna Binaschi è stato pari all’abbraccio dato da una città intera, ancora profondamente scossa dal dolore per la scomparsa di questa bambina di dieci anni strappata alla vita da un male incurabile. La foto di Arianna ieri era stretta tra le mani di più di un presente in chiesa. Palpabile la commozione sincera, visibile lo strazio dei genitori della bambina, la mamma Terry e il papà Gigi, dei parenti, degli amici, delle insegnanti e delle suore dell’istituto Tondini dove Arianna frequentava la scuola elementare. È toccato così al parroco, monsignor Diego Furiosi, cercare di rispondere agli interrogativi angosciosi che sempre sorgono in una comunità quando la morte vince una giovane vita. «Anche ora in cui non comprendiamo il senso di una tragedia così grande, anche ora che non abbiamo risposte per spiegare questo immenso dolore, anche ora che siamo ammutoliti di fronte al Tuo silenzio vogliamo dire bene di Te, Signore - così monsignor Furiosi -. Ti benediciamo per il mistero del Tuo amore. Arianna, il Signore ti ha scelta e ti ha amata da sempre e per sempre. Adesso - ha continuato il parroco - sei nelle mani del Signore, mani dolci, forti e sicure, strappata dalla vita terrena ma non certo dalla vita divina». Nelle parole del parroco è così emersa l’ambivalenza tragica dell’esistenza umana, divisa tra fragilità ed eternità, tra morte e vita, tra dolore e grazia. Una esistenza umana dove spesso a soffrire sono proprio i bambini. Perché se una malattia ha strappato Arianna alla vita terrena, ogni giorno la violenza e la sopraffazione di un mondo sempre troppo cattivo sono causa di morte per tanti bambini. Di fronte a tanta brutalità, la speranza non può che arrivare dalla fede. «Una vita di gloria attende questi bambini - ha detto il parroco -. Li attende il Paradiso, dove i bambini giocano e sorridono con Dio così come in terra hanno sorriso alle loro mamme e ai loro papà, ai loro amici. Dio è con loro, perché li ha amati per sempre e per sempre li amerà». Il parroco si è poi rivolto direttamente ad Arianna: «Intercedi dal Paradiso per la tua mamma e il tuo papà: fa che siano forti nel cammino terreno che li attende. Ed aiuta i tuoi amici a non perdere fiducia in Gesù, che è buono e misericordioso». Terminata l’omelia, la piccola bara ha poi proseguito verso il cimitero, dove è avvenuta la tumulazione. Fuori dalla chiesa, la mano della mamma ha accarezzato la piccola corona di margherite bianche e rosa sul retro del carro funebre: ciao, Arianna.
Luisa Luccini

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E questo è un po' il riassunto di tutta sta vicenda

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Non so se si può copiare così spudoratamente dal sito de "il cittadino" (www.ilcittadino.it) quindi se non si può lo leverò....

Ciao ciao

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